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Specialità al Peperoncino

Specialità al Peperoncino

Peperoncino

Ormai sappiamo tutti che il peperoncino, veniva usato come alimento sin da tempi antichissimi e nello specifico sappiamo anche che alcuni reperti storici, testimoniano con esattezza che il peperoncino, tra il 7000 e il 5.000 a.C., era già ampiamente conosciuto, coltivato e diffuso tra le antiche popolazioni del Messico e del Cile, che lo adoperavano come condimento essenziale o come ingrediente per preparare bevande dal grande valore rituale e simbolico.

In Europa invece il peperoncino è giunto mediante Cristoforo Colombo, che lo ha importato dalle Americhe grazie al suo secondo viaggio, avvenuto tra il 1494 e il 1495 nelle Piccole Antille e lungo la costa cubana. L'avventuroso esploratore Cristoforo Colombo, si era infatti fatto fervido sostenitore delle qualità nutritive e terapeutiche del peperoncino, portandolo sino alla corte del re di Spagna.

La neo-arrivata pianta di peperoncino, riscosse così un immediato e improvviso successo e ben presto, si diffuse lungo tutte le regioni sud-europee, in Africa e in Asia, trovando un habitat ideale nel quale crescere e fruttificare, a tal punto da diventare la spezia principale di quella grande fetta di popolazione che non poteva permettersi l’acquisto di altre spezie decisamente più nobili e costose.

Il peperoncino, in Italia, fu così chiamato proprio a causa della sua estrema somiglianza nel gusto con il pepe, detto appunto piper in latino. Il nome invece con il quale era noto nelle Americhe, era invece chili, nella lingua indigena del Messico detta nahuatl, e il nome è rimasto tutt'ora tale nella lingua inglese.

In commercio esistono moltissime varietà di peperoncino, che nello specifico appartiene alla famiglia delle solanacee ovvero si tratta di specie sia commestibili che velenose, che possiedono dei componenti alcaloidi psicoattivi quando il frutto è ancora acerbo e che in alcuni casi, scompaiono o si trasformano in altre sostanze, innocue o salutari, quando il frutto è divenuto maturo.

A sua volta, nello specifico, il peperoncino appartiene al genere capsicum, la cui etimologia deriva, secondo alcuni dal latino capsa, cioè “scatola”, per indicare il fatto che il frutto del peperoncino ricorda proprio una scatola con dentro i semi. Oppure, secondo altre fonti, il suo nome deriva dal greco kapto, che significa “mordere”, con particolare riferimento al suo inconfondibile gusto piccante che letteralmente incendia la lingua ad ogni morso.

Il peperoncino deve il suo sapore piccante proprio ad un alcaloide presente, chiamato capsaicina e dal quale deriverebbero tutte le proprietà terapeutiche, benefiche e curative che da sempre vengono attribuite al peperoncino.

 

Peperoncino calabrese

Il peperoncino calabrese rappresenta, in qualche modo, l'anima più arcaica, più profonda e più segreta di questa regione che, nell'immaginario collettivo, viene appunto rappresentata da questo frutto che possiede origini e storia antichissime ma che allo stesso tempo, possiede enormi proprietà benefiche e curative per l'organismo e può essere utilizzato in mille modi diversi.

Buona parte dell'economia calabrese si fonda infatti sulla coltivazione e sulla relativa trasformazione e lavorazione del peperoncino calabrese, che oltre a rappresentare una vera e propria attrattiva per il territorio, viene impiegato in diversi settori che vanno dal settore alimentare al settore farmaceutico, passando per il settore bellezza e benessere.

Nello specifico, il peperoncino calabrese appartiene alla specie Capsicum annuum, che una delle cinque specie principali e più coltivate al mondo del genere Capsicum, che comprende ovviamente sia peperoni e sia peperoncini e allo stesso tempo, è la specie che più si avvicina a quella sottospecie selvatica più vicina all'antenato comune, evolutasi tra Brasile e Bolivia, ritenuto da tutti come la madre di tutte le specie di peperoncini conosciuti in tutto il resto del Mondo. Attualmente, questa specie, risulta tra le più coltivate in Cina, in Corea, in India, in Messico, nell'arcipelago della Malesia, in Ungheria e ovviamente anche in Italia.

La pianta di peperoncino calabrese, che ricordiamo è stata importata in Europa dal continente americano nel XVI secolo durante le spedizioni spagnole e portoghesi, si presenta con un arbusto a portamento eretto e con foglie molto verdi e dalla forma allungata mentre il suo frutto si presenta come una bacca, di colore inizialmente verde, che ad avvenuta maturazione potrà assumere colorazioni dal bianco al viola, passando per le varie tonalità di giallo, arancio e rosso e anche la forma può mutare a maturazione completata. Si tratta di una pianta molto produttiva e si consiglia di coltivarla in pieno sole e con un'irrigazione regolare e non abbondante.

Il peperoncino calabrese, così come tutte le altre specie di peperoncini coltivati nel resto del mondo, non apporta particolari valori nutrizionali all'organismo e non apporta nemmeno alcun valore energetico e dunque non altera minimamente la nostra dieta, la nostra costituzione fisica e il nostro peso corporeo ma allo stesso tempo, possiede numerosissimi benefici per lo stesso organismo e pertanto è suggerito un consumo costante e oculato, in base chiaramente alla propria persona.

Il peperoncino calabrese è molto piccante perché contiene un alto contenuto di capsaicina, elemento responsabile della sua piccantezza e contenuto nella parte interna del peperoncino, pertanto si consiglia di maneggiarli con estrema cura, meglio se con guanti in lattice o in nitrile e qualsiasi tipo di lavorazione, è consigliabile farla in luoghi bel aereati o ancora meglio se direttamente all'esterno.

 

Peperoncino piccante calabrese

Come abbiamo già visto, la Calabria è riconosciuta come la regione italiana che produce e che consuma più peperoncino in assoluto e che annovera anche il maggior numero di prodotti ad esso correlati che, con il passare del tempo, sono divenuti sempre più celebri, popolari e richiesti anche fuori dalla regione di origine, diventando così delle vere e proprie specialità nelle quali il sapore deciso e piccante del peperoncino piccante calabrese la fa da padrone.

Buona parte di queste specialità al peperoncino piccante calabrese, sono delle vere e proprie delizie per il palato e affondano le loro origini nelle più antiche e remote tradizioni gastronomiche della regione, mentre altre sono il frutto di nuove sperimentazioni e di nuovi connubi, ideati per valorizzare e per diffondere in modo sempre più capillare il prodotto in questione. 

In Calabria e più in generale nella cucina calabrese, non esiste piatto in cui vi sia almeno la minima presenza di peperoncino piccante calabrese, nelle dosi più o meno desiderate, poiché proprio in questo luogo e in questa specifica cucina, il peperoncino trova il suo miglior legame culinario. A tal punto che, il peperoncino piccante calabrese, coltivato nella stessa regione, è universalmente noto e riconosciuto come uno dei migliori in assoluto, proprio per via del suo habitat naturale e per le sue particolari caratteristiche organolettiche.

Sappiamo infatti che sono moltissimi i prodotti tipici tradizionali calabresi nei quali è presente il peperoncino, assumendo un ruolo quasi centrale e fondamentale all'interno della stessa preparazione poiché è capace di esaltare e di valorizzare qualsiasi prodotto. Esso può essere infatti presente in tanti modi diversi, come ad esempio: macinato, a scaglie, intero, in olio o addirittura sotto forma di crema.

Allo stesso tempo, da qualche anno a questa parte, si è sviluppata una sorta di tendenza molto positiva che prevede la ricerca e la sperimentazione di nuovi connubi fra peperoncino piccante calabrese e altri alimenti, apparentemente considerati improbabili.

Il peperoncino piccante calabrese presenta una piccantezza media, che si aggira attorno ai 30.000 SHU ed è lungo circa 2-3cm e con il completamento della maturazione, acquisisce il suo classico e tipico colorito rosso acceso.

Si tratta di un prodotto molto versatile che può essere consumato in mille modi diversi e grazie alla sua non piccantezza estrema, può tranquillamente essere usato in tantissime ricette della cucina tipica calabrese e non. Quindi può essere consumato fresco e appena raccolto o anche secco, frantumato, messo sotto olio oppure in polvere e viene inoltre impiegato anche nella lavorazione di creme piccanti tipiche calabresi oppure all'interno di conserve a base di ortaggi, come ad esempio: melanzane, zucchine, pomodori secchi, funghi e molto altro e può essere anche utilizzato per creare salumi unici nel loro genere, come ad esempio la nduja oppure per insaporire la salsiccia calabrese, la soppressata calabrese, il capocollo calabrese e la spianata calabra ma si sposa benissimo anche con i formaggi, come ad esempio, il pecorino crotonese.

Prodotti per pagina

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