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Vino Biologico

Vino Biologico

Vino biologico

Il vino biologico è una tipologia di vino ottenuto mediante una normativa di riferimento che non prevede l'utilizzo di OGM, di fertilizzanti, di diserbanti chimici di sintesi e nemmeno di insetticidi ed è minuziosamente codificata da norme comunitarie e nazionali, molto attente e severe. 

Dal 1 Agosto 2012, il vino biologico può finalmente riportare il termine "biologico" in etichetta, con il logo UE e il numero di codice del competente organismo di certificazione. Questo significa che il vino può ora essere legittimamente identificato come prodotto biologico. In passato, i vini potevano essere etichettati solo come ottenuti "da uve biologiche” mentre il nuovo quadro legislativo, stabilisce norme dettagliate sulla vinificazione biologica aprendo così la porta al vino biologico in tutta Europa e non solo. 

In pratica il nuovo regolamento stabilisce un sottoinsieme di pratiche enologiche e di sostanze autorizzate per il vino biologico. Ad esempio, non sono consentiti l’acido sorbico e la desolforazione, inoltre il tenore dei solfiti nel vino biologico deve essere inferiore a quello del vino tradizionale. 

Proprio quest’ultimi rappresentavano uno dei motivi per cui ancora non c’era stato accordo degli Stati membri della UE: il livello massimo di solfiti per il vino rosso è di 100 mg per litro (150 mg/l per il vino tradizionale) e per il vino rosé di 150mg/l (200 mg/l per il vino tradizionale). 

La viticoltura biologica pone invece particolare attenzione alla tutela dell'equilibrio naturale del vigneto e dell’ambiente circostante. Ciò significa che il mantenimento della fertilità del suolo è un prerequisito essenziale. Sono promossi i processi naturali biologici e i sistemi prevalentemente chiusi. In altre parole, l'obiettivo è quello di sviluppare la monocultura del vigneto all’interno di una policoltura attraverso la promozione della biodiversità. 

In ogni caso, un vino può definirsi vino biologico quando nel vigneto si producono uve biologiche, coltivate senza l’aiuto di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati e quando in cantina si esegue la vinificazione utilizzando solo i prodotti enologici e i processi autorizzati dal regolamento 203/2012. 

Ovviamente, un vino per essere definito vino biologico deve essere prodotto da un'azienda vitivinicola in possesso di una certificazione di conformità da parte di un ente certificatore.

Allo stesso tempo, all’interno dei limiti e delle disposizioni imposte dalle normative e previste dalla legge vigente, ogni produttore biologico certificato, seguirà la propria condotta specifica, utilizzando le pratiche enologiche che più si avvicinano al concetto personale di agricoltura sostenibile ma che non devono mai venire meno nei confronti della natura, dell'ambiente e della produzione di prodotti genuini e di alta qualità.

Vino biologico senza solfiti

In questo clima di confusa informazione e di sovraffollamento dei mercati, occorre prestare molta attenzione ai cibi che mettiamo nel carrello e che ingeriamo quotidianamente e per questo motivo, è sempre buona norma leggere attentamente tutte le etichette nelle quali ci imbattiamo. 

Quando parliamo di vino, ad esempio, dobbiamo stare molto attenti affinché il vino che abbiamo messo nel carrello e che vogliamo portare in tavola in occasione di un pranzo o di una cena speciale, non contenga brutte sorprese nonostante sia biologico. Ecco perché occorre scegliere un vino biologico senza solfiti

Chi sceglie un vino biologico senza solfiti lo fa perché vuole un prodotto estremamente salutare, che oltre ad essere in possesso di un vino che è stato prodotto in modo totalmente naturale e senza l'aggiunta di OGM, di fertilizzanti, di diserbanti chimici di sintesi e nemmeno di insetticidi e soprattutto di un vino che è severamente regolamentato da norme e da leggi piuttosto aspre e severe, vuole anche un vino al quale non sono state aggiunte sostanze estranee come appunto i solfiti

I solfiti vengono infatti utilizzati per la loro funzione antimicrobica e antiossidante e si possono aggiungere in alcuni momenti della vinificazione proprio per eliminare vari microorganismi e anche nella fase di imbottigliamento per evitare che l’ossigeno, che continuerà a passare attraverso il tappo di sughero, ossidi il vino ed effettua quindi la funzione di conservante. 

Chiaramente i venditori non sono obbligati a mostrare questo dato, eppure i consumatori sono sempre più attenti a questa tendenza che prevede l'aggiunta artificiale di solfiti, soprattutto sotto forma di anidride solforosa, proprio per preservare il vino nelle varie fasi della vinificazione.

Ecco perché il consumatore sempre più spesso si indirizza all'acquisto di vino biologico senza solfiti perché solo in questo modo è possibile preservare la propria salute. 

In generale, i vini bianchi contengono più solfiti dei rossi e soprattutto i vini bianchi dolci. Infine, i vini ottenuti da uve biologiche hanno meno solfiti degli altri perché i disciplinari di produzione prevedono delle soglie molto più basse rispetto ai vini convenzionali. In un certo senso però possiamo anche ammettere che, in commercio, non esiste alcun vino completamente privo di solfiti dal momento che il lievito stesso contenuto negli zuccheri dell'uva ne produce in modo totalmente naturale. Di sicuro, quelli naturali saranno presenti in minima quantità rispetto a quelli aggiunti artificialmente dall'uomo che al fine di preservare il proprio vino, effettua delle vere e proprie manipolazioni senza alcun controllo. 

Di sicuro, scegliere vino biologico senza solfiti equivale a fare la scelta più saggia, più giusta e più consapevole.

Vino tipico calabrese 

La storia della vitivinicoltura calabrese affonda le sue origini nella civiltà della Magna Grecia e non a caso, i numerosi coloni provenienti dalla Grecia, chiamarono la Calabria proprio "Enotria" che letteralmente significa "terra del vino", proprio a dimostrazione di quanto fosse intensa e profondamente radicata la coltivazione dei vigneti in Calabria e di quanto fosse molto apprezzato il vino tipico calabrese

Allo stesso tempo, si narra che proprio il vino di Cirò – situato nella provincia di Crotone - venisse offerto in premio ai vincitori dei famosissimi giochi olimpici ateniesi. Purtroppo però, nei secoli a venire, la Calabria non ha ricoperto quella posizione di rilievo nel settore, al contrario di quello che invece lasciava sperare la tradizione secolare e nonostante la sua favorevolissima collocazione geografica, la sua particolare conformazione morfologica e soprattutto il suo microclima, insomma tutti elementi che sarebbero perfettamente in grado di far produrre alla Calabria dei vini di altissima qualità, robusti e molto generosi. 

Tutto questo ha infatti dimostrato che purtroppo, in Calabria, la produzione di vino è troppo spesso ad un livello artigianale, dove ogni contadino vinifica da sé con dei criteri primitivi ed empirici, dando vita ad un vino tipico calabrese che seppur di ottima qualità, non è in grado di competere a livello mondiale. Ancora oggi infatti, sono poche le aziende calabresi che hanno ottenuto una sorta di certificazione o di denominazione per i loro vini, anche se sono in notevole incremento. 

Non a caso, sembra che la Calabria, non sia più fanalino di coda del settore vitivinicolo italiano, dal momento che si sta dimostrando all’altezza delle altre regioni italiane e anche i produttori calabresi, hanno investito molte risorse nel recupero dei vigneti autoctoni della regione e nell’ottimizzazione del processo produttivo che sommate alle giuste strategie di comunicazione e marketing hanno fatto il resto, e infatti i risultati positivi non si sono fatti attendere anche se chiaramente, la strada da percorre è ancora molto lunga ma il potenziale è davvero enorme e soprattutto ancora intatto. 

Il vino tipico calabrese per eccellenza è il Cirò, che è riuscito anche ad ottenere la denominazione d’origine controllata e attualmente, la Calabria produce sette vini DOC, tra cui un autoctono, il Greco di Bianco, che nasce dal più antico vitigno in Italia. 

Il vino tipico calabrese viene spesso ottenuti dal classico vigneto calabrese, che si presenta omogeneo con una prevalenza di vitigni a bacca rossa, tra cui prevale il gaglioppo, che regala vini rossi di grande personalità; molto diffusi anche il magliocco, il nerello, il pecorello, il greco nero. Tra i vitigni a bacca bianca primeggia invece il greco bianco, da cui si estrae il vino omonimo. 

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E’ davvero semplice e intuitivo: basterà scegliere il vino biologico preferito tra una vasta gamma di vini e aggiungerli al carrello, vi sorprenderemo per la varietà di vini, per l’ottimo rapporto qualità/prezzo e per la velocità con cui questi arriveranno direttamente sulla tua tavola.

Lasciati travolgere dall'inebriante sapore del Vino Biologico di Calabria, terra conosciuta fin dall'antichità dai Greci, è apprezzata ancor di più dai romani per la pregiata qualità delle uve. Vino unico per lavorazione, selezione dei vitigni e metodo, che ne esaltano il gusto restituendo al palato una fragranza corposa e composita mista di fiori, frutta, legno e miele!

Per ogni dubbio o informazioni o consigli il nostro servizio clienti è a vostra disposizione. Contattateci, non esitate!